L’assist dei magistrati al Berlusconi politico
Il 21 novembre 1994 il Corriere della Sera scrisse che Berlusconi stava per ricevere un avviso a comparire per l’inchiesta ‘Telepiù’. Il giorno successivo la notifica del Tribunale di Milano venne in effetti consegnata al premier. Da allora, non c’è stato processo ai danni del Cavaliere di cui i giornali non abbiano riportato i dettagli, anche se coperti da segreto istruttorio. Mai fu individuato un solo responsabile per questa miriade di fughe di notizie; mai lo si cercò. Perciò sorprende che l’unico condannato per rivelazione di segreto d’ufficio sia stato proprio Berlusconi. I magistrati fanno il loro dovere, ma dal punto di vista mediatico e dunque politico la sentenza di ieri sembra fatta apposta per alimentarne il vittimismo del Cavaliere. E dunque per trattenerlo in politica. Non fosse stato per l’offensiva giudiziaria ai danni di Berlusconi, infatti, il berlusconismo inteso come fenomeno politico sarebbe già al vaglio degli storici e non più dei cronisti. Un esempio recente. Lo scorso 25 ottobre l’ex premier conferma l’intenzione di cedere il passo ad Alfano, il 26 viene condannato per frode fiscale a Milano, il 27 a Villa Gernetto attacca Monti e annuncia: «Resterò in campo».