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Harlem Shake, dietro la maschera c’è di più

SI CHIAMA HARLEM SHAKE, ed è la moda del momento, il ‘virale’ di maggior successo. I numeri sono spaventosi, negli Stati Uniti l’hanno già fatto in tanti anche nel volley. In Italia solo da un paio di giorni è arrivato il primo video girato da una squadra di pallavolo iscritta ai campionati nazionali (almeno che io sappia). Lo hanno fatto i ragazzi della Villa d’oro di Modena, squadra nella quale gioca opposto l’amico e collega Alessandro Trebbi (quello che nel video, che potete vedere qui, schiaccia la palla dopo il monologo dell’allenatore e poi si veste da Darth Vader, mi sembra). Sul nostro portale trovate altri video, invece qui  una parata dei migliori 25 ‘harlem shake’ della storia, secondo il sito Smosh.

SICCOME sono vecchio per queste cose, invece di limitarmi al divertimento mi sono messo a cercare quando e come è nato il fenomeno Harlem Shake. E ho scoperto alcune cose interessanti, dietro le maschere da carnevale.

La prima è che se la rete si divide sull’origine che per alcuni risale addirittura al 1981, tutti sono d’accordo sulla paternità musicale e moderna del fenomeno, che si è scatenato nella sua virulenza da epidemia nel febbraio scorso: prendendo le mosse dal pezzo del musicista elettronico Baauer, i primi a diffondere il ‘meme’, nome che in rete si dà a comportamenti o stili che hanno una diffusione virale, sono stati cinque teenagers australiani che si sono firmati The Sunny Coast Skate e hanno caricato la loro versione del video su Youtube, prendendo a loro volta le mosse da un video del vlogger Filthy Frank. Un vlogger è un blogger che usa i video.

Da lì, si è scatenato l’inferno. Che ha portato alla definizione di primo ‘video crowd sourced’ da parte di Martin Talbot, direttore di una società inglese che si chiama The official Charts company.

Comunque: il 10 febbraio la media di caricamento dei video con qualsiasi Harlem Shake era di 4.000 al giorno. Il giorno dopo, ne giravano già 12.000 versioni diverse, con 44 milioni di ‘visitatori unici’. Il 15 febbraio, le versioni erano 40.000, i visitatori 175 milioni. Quel giorno, il singolo di Baauer ha toccato la prima posizione su iTunes America e la seconda su iTunes Uk e Australia. Visto il successo degli imitatori, Baauer e la sua etichetta ‘Mad Decent’ stanno cercando di ottenere una parte dei soldi derivanti dalle pubblicità che vengono piazzate, in alcuni casi, prima dei video. Visti i numeri, c’è da capirli: anche a pochi cent per botta, di soldi ne arriverebbero…

Su Wikipedia c’è un’ampia pagina dedicata all’Harlem Shake, nella quale vengono citati anche i ragazzi modenesi della Villa d’oro. Ma il capitolo che mi ha incuriosito maggiormente è quello delle ‘Performance di Harlem Shake con conseguenze impreviste’. Quelle che hanno colpito una squadra scolastica di hockey maschile di New York, costretta a rinunciare al primo incontro dei playoff dopo aver messo in rete una versione in cui uno dei giocatori era vestito soltanto di un calzino. Come quella dei due soldati israeliani finiti in prigione dopo aver girato il loro video attorno a un cannone. Dicono che avevano chiesto e ottenuto il permesso dai superiori, e che nessuna arma ‘sensibile’ veniva mostrata, ma intanto sono andati in galera. In Russia, cinque ragazzi sono stati arrestati per aver usato come sfondo un carrarmato, monumento della seconda guerra mondiale. Quindici minatori australiani sono stati licenziati per essersi esibiti nel sottosuolo senza le dovute misure di sicurezza, mentre un gruppo di passeggeri ha provocato un’indagine dell’aviazione federale americana dopo essersi animati su un volo dal Colorado a San Diego, ufficialmente quando il segnale che obbliga a tenere le cinture allacciate era spento. In Inghilterra, un professore di religione è stato sospeso dopo essere stato visto ballare con una sagoma in scala 1:1 di Papa Benedetto XVI. Negli Stati Uniti sono stati sospesi, complessivamente, più di cento studenti.

POI C’E’ LA POLITICA. Molti contestatori del presidente egiziano Morsi gli hanno chiesto di andarsene inscenando un ‘flashmob’ in stile Harlem Shake, altri l’hanno fatto davanti alle Piramidi. In Tunisia, alcuni studenti di un quartiere agiato di Tunisi hanno messo in scena una parodia dei Salafiti e degli Emiri del golfo, portando alla sospensione del preside da parte del ministero. Il cui sito è stato poi mandato in palla dagli hackers. E la squadra del senatore Mitch McConnell’s ha usato anche l’Harlem Shake come parte della campagna che porterà alle elezioni di midterm del 2014. Con numeri così, difficile pensare che abbiano sbagliato.