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Il Bologna di Gilardino e Curci espugna San Siro ed ora è decimo

Il Bologna di Gilardino e Curci, i due eroi di San Siro, scala la classifica e sale a quota 35, occupando in ricca compagnia il posto numero dieci. Niente male per chi fino a poche settimane fa tremava sull’orlo del burrone. Con tre vittorie di fila, una sicurezza crescente, un attacco record (18 gol nel girone di ritorno) e una difesa finalmente impenetrabile (seconda gara consecutiva senza prendere gol) il Bologna sale dove pochi si aspettavano di trovarlo dopo una stagione così travagliata.
La sfida di San Siro con l’Inter diventa quasi una prova di laurea per la squadra di Pioli, che si prende una succosa rivincita dell’eliminazione in Coppa Italia. E’ una vittoria che ha due volti: quello autoritario del primo tempo, quando il Bologna sale in cattedra, fa gioco, sfiora almeno tre volte il gol (con Sorensen, Gabbiadini e Gilardino) e quello guardingo e abbottonato della ripresa.
Trovato il gol con Gilardino, su precisa imbeccata di Perez, la squadra di Pioli si contrae in copertura e l’uscita anzitempo del bomber per infortunio spinge il tecnico ad adottare uno schema decisamente difensivo. Chridouloupulos (sostituto di Kone) arretra stabilmente a centrocampo, Krhin va a dar manforte davanti alla difesa. E così con 4-1-4-1 e il solo Gabbiadini in avanti, il Bologna non può far altro che spezzare il gioco avversario. La situazione si aggrava per l’uscita forzata di Perez, infortunato e dentro il bunker rossoblù Curci comincia a cucirci al petto qualche medaglia: un rosario di uscite acrobatiche, due belle parate in tuffo e un mezzo miracolo finale su Cambiasso. Quanto basta per impedire all’Inter e a Ranocchia, trasformato da difensore in centravanti, di firmare il gol come seppe fare, complice Agliardi, in Coppa Italia.
Così basta l’undicesimo gol stagionale di Gilardino per portare a casa il primo 1-0 della stagione, ma questa vittoria vale la salvezza virtuale e catapulta il Bologna verso la zona dei grandi sogni. Si comincia sdabato prossimo con la Juve.
Dei singoli bene tutta la difesa con citazione pariticolare per Antonsson e Sorensen, basilare l’equilibrio centrale di Perez, più svagato Taider, a corrente alternata Diamanti. Ma per far festa nella notte di Milano bastano i sorrisi a trentadue denti di Gilardino e Curci.