Adesso i nostri marò non tornano in India. Ma chi ci guadagna?
La storia dei nostri marò in India si è arricchita di una mossa inaspettata da parte del governo italiano, che trova agibilità grazie a una massiccia propaganda patriottarda fondata sulle omissioni. Il governo indiano aspetterà fino al 22 marzo, data della scadenza del permesso concesso ai marò, prima di intraprendere azioni contro l’Italia. Un’altra brutta figura.
C. Visone, da ilgiorno.it
Di più, l’India ha manifestato il fermo disaccordo sulla posizione assunta dall’Italia e si aspetta che il nostro Paese rispetti l’impegno preso per il ritorno dei marò davanti alla Corte Suprema indiana. Insomma dopo le buone maniere e la diplomazia, il ministro degli Esteri Terzi ha deciso di mostrare i muscoli, non spiegando neppure le motivazioni di un simile clamoroso dietrofront. La linea collaborativa dei primi tempi è stata abbandonata senza che ci fosse (per quanto ne sappiamo) un motivo plausibile. A meno che non si voglia (maliziosamente?) pensare che il ministro in scadenza Terzi abbia voluto raccogliere il plauso dei patrioti. Tanto poi le conseguenze del suo gesto le porteranno il prossimo governo e gli italiani in India.
A pensare male…
laura.fasano@ilgiorno.net