Bollette, un mondo difficile
Ha un che di surreale la risposta che Enel fornisce (oggi sul nostro giornale) a Mara Mantovani, terremotata di Rovereto di Novi a cui hanno demolito la casa in cui viveva con la famiglia e ora vivono tutti assieme in affitto a Carpi, in attesa di ricostruire a Rovereto.
Il problema di Mantovani è comune a molti altri: quando si apre un nuovo contratto di utenza bisogna spostare la residenza per avere la tariffa ‘base’ , altrimeni si paga la tariffa ‘non residente’ che costa il 13-14% in più. Chi ha la casa da ristrutturare o ricostruire si è trasferito ma solo temporaneamente, per ovvi motivi. E non sposta la residenza per qualche mese o anche un anno, con tutto quello che comporta (cambiare medico, cambiare la patente, etcc… ): una seccatura inutile per chi vuole tornare a vivere nel proprio comune. Semplice il ragionamento, no?
La risposta di Enel è: <Per quanto riguarda l’applicazione della tariffa residente, la signora Mantovani avrebbe dovuto presentare un’autocertificazione di residenza. Al momento tale dichiarazione non risulta essere stata presentata dalla cliente con riferimento al nuovo contratto stipulato>.
Mara Mantovani doveva dichiarare il falso, forse era l’unica soluzione.