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Confindustria: no a manovre correttive

Per rilanciare l’economia contro la crisi il centro studi di Confindustria avverte che «l’unica cosa che non serve, anzi va evitata perche’ dannosa, e’ una manovra correttiva; i conti pubblici sono i migliori della Ue». Nella Congiuntura flash di marzo l’incertezza che domina il quadro interno italiano, si spiega, “rischia di prolungare la recessione” pertanto per “sbloccare lo stallo occorrono scelte nette che iniettino liquidita’ nel sistema (pagamento arretrati Pa), restituiscano competitivita’ (giu’ il costo del lavoro, a iniziare dai giovani) e mettano in moto investimenti pubblici”. Il Governo “in carica – secondo il CsC – ha i poteri per agire di fronte all’emergenza conclamata della piu’ grave crisi economica della storia d’Italia”.
I conti pubblici, sottolinea il CsC, “sono migliorati nonostante la recessione: il deficit nel 2012 e’ sceso al 3% del Pil dal 3,8%, il saldo primario e’ salito al 2,5% dell’1,2%. Sono risultati molto positivi, ottenuti con 75,4 miliardi di manovre correttive adottate dai Governo Berlusconi e Monti per il 2012” . Migliorata anche la spesa corrente primaria, scesa per il secondo anno consecutivo dello 0,4%, “piu’ di quanto stimato dal Governo a ottobre scorso nel Def; e’ continuata la contrazione di quella in conto capitale (-0,7%). La spesa complessiva e’ aumentata solo per effetto della maggiore spesa per interessi (+8,4 miliardi). Secondo il CsC, sono stati pero’ “mancati gli obiettivi perche’ l’aumento delle entrate di bilancio e’ stato inferiore alle attese: +2,4% nel 2012 sul 2011 contro una stima Def di +3,8%. L’ulteriore correzione di 23,9 miliardi gia’ approvata quest’anno, consentira’ all’Italia di avere il piu’ alto avanzo primario tra i 27 paesi della Ue: 3,2% del Pil secondo la Commissione europea. Tuttavia, i benefici degli sforzi nazionali rischiano di essere ridotti da nuovi errori nella gestione della cresi, vedi il caso Cipro”.