L’acqua santa? Da asporto
NON SI PUÒ neppure invocare l’“effetto Francesco” perché le iniziative in questo caso sembrano più riconducibili ad un ben organizzato ufficio marketing che all’onda lunga provocata dalla nomina del nuovo Papa. Fatto sta che in vena di fantasia e per rispondere all’evidente calo di affezionati, i parroci lecchesi hanno deciso di ricorrere alla tecnologia per rendere sempre più efficienti le pratiche religiose. Così, se a Cassago Brianza poche settimane fa è comparsa l’acquasantiera digitale, a Castello Brianza arriva l’acqua santa da asporto. Il meccanismo è semplice: al fedele sarà sufficiente recarsi in chiesa con un contenitore e potrà comodamente “spillare” il prezioso liquido dal dispenser in rame situato in fondo alla navata. Nel caso di Cassago Brianza, invece, ad approdare nelle volte era stata un’acquasantiera intelligente in grado di individuare la presenza di una mano grazie ad un sensore e di erogare la giusta quantità di acqua benedetta, più “igienica” e dosata ad hoc. Per non rinunciare mai al segno della croce, perché Dio ci aiuti.