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In moto con Bin Laden

Dal Qs-Il Resto del Carlino in edicola oggi

HA RINCORSO Bin Laden. Senza riuscire a prenderlo, ma c’è mancato davvero poco: Dario Marchetti da Castel San Pietro può comunque dire di aver posato per una foto con lui. Con Bin Laden. E pazienza se è solo il nipote (figlio di un fratello) e omonimo del tanto temuto Osama, un erede che ha scelto di correre in moto.
DARIO MARCHETTI, 52 anni, è il responsabile della scuola piloti della Ducati, dove insegna con Marco Lucchinelli, Troy Bayliss, Paolo Casoli. Ha vinto cinque volte a Daytona e gareggia in giro per il mondo, sempre in sella a bolidi della casa di Borgo Panigale. L’ultima volta, qualche giorno fa sulla pista di Dubai, si è trovato di fronte un avversario dal nome più famigerato che famoso. «Ma Abdulaziz Bin Laden è un bravo ragazzo di 31 anni, ed è anche un buon pilota — racconta Marchetti —. Ho avuto modo di incontrarlo e conoscerlo meglio, siamo rimasti in contatto, ci rivedremo anche in Italia, quando verrà a provare al Mugello». In pista, Bin Laden con la sua Honda è arrivato primo sia in garauno che in garadue, nella tappa di Dubai delle UEA series, il campionato degli Emirati Arabi. Marchetti ha chiuso la prima manche al terzo posto e garadue al secondo. Dietro Bin Laden: «Ma siamo comunque contentissimi, perché ci interessava mostrare al mercato arabo le potenzialità della nostra ultima nata, la 1199 Panigale R. In pratica — spiega Marchetti — ho corso con una versione quasi di serie, sono partito con il mio meccanico Paolo Gialloreto e abbiamo effettuato solo poche modifiche. Ma la moto ha risposto benissimo, il nostro importatore Marcel Bode è rimasto contento». Non hanno riso, invece, gli arabi, quando Marchetti ha voluto fare una battuta dopo la gara, dicendo che «prendere Bin Laden non è stato facile neanche per gli americani, figuriamoci per me».
Lo humour bolognese non prende, nel deserto.
Prima, Marchetti era stato protagonista di una campagna mediatica nei giorni precedenti la gara, perché un pilota italiano della Ducati venuto a sfidare il campione locale non è una cosa da tutti i giorni, per il pubblico degli Emirati. In pista, il castellano ha mostrato alcuni dei numeri imparati in oltre trent’anni di carriera: «Nella seconda gara ho sperato di sorprendere Bin Laden, ma la sua moto era velocissima, preparata per la Superbike. Lui è un pilota vero, ha corso anche in Gran Bretagna, dove mi ha raccontato che non l’hanno trattato benissimo. Mi piacerebbe un giorno magari fare una gara di endurance in coppia».
Con lo stesso spirito con cui, da ragazzino, a Castel San Pietro Marchetti sfrecciava in sella al suo Malaguti Fifty: «In realtà ero appassionato di auto, ma quando a 14 anni mi comprarono il motorino e mi accorsi che arrivavo sempre prima dei miei amici, scoprii la moto. Qualche anno dopo mio padre mi comprò una Aspes Yuma, con la quale feci le prime gare». Oggi il papà non c’è più, ma a Castel San Pietro vive ancora la mamma, Afra Muccinelli: «Io ormai abito a Montecarlo dal ‘91, ma una volta al mese torno a casa, e da quando vivo all’estero mi sono reso conto che Castel San Pietro è proprio carina».
Detto da uno che ha visto il mondo in moto, non è poco.