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Iran, la festa delle donne

LO SPORT al femminile nel mondo arabo è diventato da tempo un osservato speciale, una cartina di tornasole, o forse sarebbe meglio dire un termometro dei cambiamenti culturali. Tra aperture e divieti, tra permessi e impedimenti, quello della ‘liberazione’ delle donne dai vincoli che vengono loro imposti soprattutto nell’abbigliamento da indossare durante le pratiche sportive è un tema che negli ultimi anni è diventato simbolico. Come la possibilità di praticare sport in pubblico, o anche solo di assistere agli eventi sportivi.

PERSONALMENTE, credo che con il tempo questa battaglia culturale sarà vinta. Magari non subito, ma prima o poi le donne potranno vestirsi come vogliono (non necessariamente come le occidentali) quando corrono o saltano o schiacchiano o tirano. Nel frattempo, ci si accontenta di piccole cose. A me per esempio ha fatto piacere scoprire tra le foto di agenzia due immagini, una collegata al volley, l’altra al badminton, che vi propongo per una sorta di mini-fotoblog.

Sizdah Bedar

 

iran badminton

 

Sono immagini scattate da Mehri Behrouz per la Afp, e ritraggono due donne intente a fare una cosa semplice, senza alcun peso politico. Giocano in un parco pubblico a nord di Teheran, una a pallavolo, l’altra a badminton. L’occasione è la celebrazione del Sizdah Bedar, una festa tradizionale iraniana che si celebra il tredicesimo giorno del Norouz, il nuovo anno persiano. Norouz che a quanto ho capito è ‘caduto’ il 2 aprile scorso. Sizdah Bedar significa ‘liberarsi del tredici’: i primi dodici giorni vengono ritenuti molto importanti perché rappresentano simbolicamente l’ordine nel mondo e nella vita delle persone. Il tredicesimo giorno segna il ritorno alla vita ordinaria, e la tradizione vuole che le famiglia si ritrovino per una sorta di picnic nei parchi cittadini, in una giornata che viene dedicata al divertimento. Un passo alla volta, ci arriveremo.