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I diritti di Sara e quelli dell’azienda. Difficile scelta

Un posto di lavoro richiede che vengano rispettati determinati requisiti d’immagine, lo sappiamo tutti. Questo «velo» non ha nulla di osceno, ma penso che un datore di lavoro abbia tutto il diritto di imporre delle norme e trovo semplicemente assurdo che chi viene a vivere nel nostro Paese non voglia rispettare le regole della nostra cultura.
Longobardo Mesto, da ilgiorno.it

Salario basso, contratto svantaggioso, zero ferie. Si possono accettare tanti compromessi pur di ottenere un lavoro, ma a cosa non saremmo mai disposte a rinunciare? Può darsi che nessuna di noi sarà mai costretta a porsi questo interrogativo, ma Sara, giovane ragazza di Milano, la sua risposta ce l’ha già: può rinunciare a molte cose, ma non al velo che le copre i capelli così come prescrive la sua religione. E così di fronte alla richiesta dell’azienda non ha esitato un attimo ed è andata dall’avvocato per far valere i propri diritti. Va bene, però poniamoci una domanda: se da un lato una persona ha il diritto di non fare cose che ledano in qualsiasi modo la sua dignità o la sua cultura, dall’altro un’azienda non ha forse il diritto di scegliere chi meglio può rappresentarla in base ai propri criteri?
laura.fasano@ilgiorno.net