Quelle madri che uccidono i propri figli
Si parla sempre della violenza degli uomini sulle donne, ed è giusto. A Bergamo stavolta però questa efferatezza è stata compiuta da una donna sulla sua bambina, che non ha scelto di morire. E proprio quel “sua” mi fa riflettere: bambini vissuti da tante donne come loro esclusiva proprietà, come se i padri fossero genitori accessori…
Giulio, da ilgiorno.it
Delle madri che uccidono i propri figli ci raccontano quotidianamente le cronache dei giornali. Se queste donne sono le vittime, e lo sono, della loro stessa violenza, sono anche vittime delle eterne retoriche sulla maternità la quale vive oggi, tra le molte, una pesante contraddizione: si fanno pochi figli, ma l’obbligo a essere una buona madre è sempre più evidente. Però proprio perché divenire madre è ormai, prevalentemente, una scelta, questa scelta assume una dimensione problematica, che deve essere integrata nell’insieme delle esperienze della vita di una donna. Se quindi la maternità continua ad essere un evento centrale e che dà senso alla biografia individuale, al tempo stesso, con le sue difficoltà, questo senso può sottrarlo, negarlo, fino alla perdita di sé e alla disperazione.
laura.fasano@ilgiorno.net