Tempo di silenzi anche se le parole non uccidono
Non c’è dubbio che vadano condannati episodi come questi, che sarebbero evitabili se non si portasse le persone allo stato di disperazione. I politici che continuano a vivere circondati dai loro privilegi con le triple pensioni, i rimborsi elettorali, le liquidazioni immediate, le auto blu.
Milton, da ilgiorno.it
Il matto (Luigi Preiti) non è matto, tanto è vero che – dice la ex moglie – era un bravo papà. Le parole non uccidono, non hanno mai ucciso (ma ne siamo veramente convinti?), la gente è semplicemente esasperata e si scaglia contro una classe politica inadempiente e priva di scrupoli. Si gioca con il fuoco e poi se ne raccolgono le conseguenze.
Non ho più un lavoro, sono in crisi? Allora prendo una pistola e vado davanti a Palazzo Chigi a sparare ai politici. Tanto poi troverò sempre qualcuno che inneggerà sul web al mio gesto e mi farà diventare un piccolo eroe.
Eh no, forse è venuto il momento di dire che il Preiti è colpevole senza scusa del suo gesto che – sì – è figlio della crisi economica persistente, ma anche dell’irresponsabilità di chi in questi mesi ha avvelenato oltre misura l’aria. Adesso proviamo tutti a parlare un po’ meno.
laura.fasano@ilgiorno.net