Processi e nervi d’acciaio
Tutto lascia credere che il governo Letta sia destinato a durare. Tutto tranne il groviglio di sentimenti contrastanti che caratterizza i due maggiori partiti su cui si regge. Non a caso, ieri lo scontro sull’Imu è stato particolarmente duro tra Brunetta e Fassina, i dirigenti politici meno inclini al ‘compromesso storico’ tra Pdl e Pd. Nel tempo sospeso di questo governo, i partiti dovrebbero rinnovarsi. Ma il rinnovamento confliggerebbe con l’interesse dei dirigenti in carica: o non ci sarà, o le conseguenti tensioni si scaricheranno fatalmente sull’esecutivo. Ottimo sarebbe incastonare Berlusconi nella Convenzione per le riforme: si sentirebbe ‘padre della Patria’, affezionandosi di conseguenza al governo in carica. Ma entro metà maggio sono attese due sentenze (processi Mediaset e Ruby) che si incuneeranno tra le larghe intese e sulle quali i grillini metteranno in difficoltà il Pd. Occorreranno nervi d’acciaio e volontà di ferro. C’è solo da sperare che tutti ne siano dotati.