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La nuova economia di Salvatore Rossi

Salvatore Rossi è il nuovo direttore generale della Banca d’Italia. L’economista non ha bisogno di presentazioni, certo non della mia. Ma un minuscolo personale ricordo ce l’ho e vorrei condividerlo. Dieci anni fa, nel pieno della crisi della new economy, Rossi – allora direttore del centro studi della Banca d’Italia,  scrisse un saggio intitolato “La nuova economia” che fu, per me, una bussola per capire anni nei quali il mondo dell’informazione, della finanza e dell’economia si spaccava facilmente in due: quelli del “è tutta una bolla” e quelli del “il futuro sarà solo del web”. Il libro di Rossi, serio e documentato, mi soccorse nel sfuggire a tutti i luoghi comuni. Ebbi anche la fortuna di presentarlo a Bologna, all’Alma mater, insieme all’autore. Lo ricordo nell’occasione della sua nomina anche per un altro motivo: alcuni mesi fa, in vista della partecipazione a un convegno sul giornalismo on line a Varese, l’ho rilessi e lo riproposi trovando la sua attualitò ancora straordinaria. La mia personale chiave di lettura del saggio – vado a memoria – risiede in particolare in un passaggio, questo: per capire se una scoperta scientifica o un’innovazione tecnologica possano produrre una rivoluzione industriale occorre tempo. Occorre capire se l’innovazione o la scoperta usciranno dal loro ambito e riusciranno a permeare tutti gli altri settori della produzione, della società e della vita quotidiana. Era ancora presto – sosteneva dieci anni fa – per dire se la rivoluzione informatica possa essere giudicata realmente tale avendo solo sessantina di anni alle spalle. Chissà cosa pensa oggi, mi piacerebbe saperlo e chiederglielo. Sarà difficile, ma se ne avrò l’occasione lo farò. Intanto parliamone: Internet, è vera gloria?

 

Questo è l’abstract del saggio edito dal Mulino:

Nuove tecnologie e potenziale di sviluppo del sistema produttivo italiano nella prima ricerca empirica sulla diffusione della tecnologia dell’informazione in Italia.

La Nuova Economia, dopo essere stata uno slogan di successo, ha finito per essere relegata tra i miti infranti, travolta dalla caduta dei valori di borsa. Questo libro, basato su una ricerca condotta nella Banca d’Italia, fa il punto sulla Nuova Economia, verificando come dietro l’etichetta possano celarsi fatti precisi, osservabili, quantificabili, pur con difficoltà, e soprattutto interpretabili con gli strumenti propri dell’analisi economica. Vi è Nuova Economia là dove l’intero sistema produttivo, incluse le imprese appartenenti ai settori tradizionali, acquisisce le tecnologie che si vanno diffondendo in tutto il mondo (prime fra tutte le cosiddette “tecnologie dell’informazione e della comunicazione”) e le usa per organizzare in modo “nuovo” la produzione, così accrescendo la produttività e l’efficienza complessiva. Gli Stati Uniti si muovono in tale direzione già dalla metà degli anni Novanta. Dal canto loro, l’Europa e l’Italia stanno seguendo l’esempio americano? E, se sì, a quali condizioni un diverso paradigma produttivo, basato sulle nuove tecnologie, può diffondersi anche da noi? Secondo gli autori, la Nuova Economia rappresenta per il nostro paese un’opportunità di modernizzazione e di maggiore sviluppo, ma non è uno sbocco certo: perché si realizzi occorrono scelte imprenditoriali e politiche economiche consapevoli e coraggiose.