I fischi ad Andreotti non soltanto un brutto spettacolo
I primi sono stati i tifosi della Roma che, inaspettatamente, hanno coperto il minuto di silenzio voluto dal Coni con i fischi. Poi anche negli altri campi di calcio l’iniziativa è stata accolta con perplessità se non addirittura con dileggio. Il senatore Giulio Andreotti, insomma, non era molto amato dagli sportivi. O forse in queste prese di posizione c’è dell’altro? Antonio Lodi, Monza
I TIFOSI, si sa, non vanno per il sottile, ma certo mai minuto di silenzio è stato più lungo e contestato. Epiteti, insulti e volgarità varie hanno accompagnato la decisione di ricordare il sette volte presidente del Consiglio italiano. Perché – potremmo facilmente dire – in curva agisce la feccia della società, quella per intendersi (Bergamo docet) che si esprime distruggendo i bagni e lanciando pietre e fumogeni contro gli avversari. Ma altrettanto significativa è la circostanza che mentre tutti i politici si sono adoperati per spendere parole di stima nei confronti del Divo, la gente comune ha risposto con i fischi. Forse è stata quella degli stadi un’ulteriore prova, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, di come il mondo della politica attuale sia totalmente distante da quella stessa gente che dovrebbe rappresentarli.
laura.fasano@ilgiorno.net