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Reggio, il giudice chieda scusa

Nel pasticciaccio brutto del tribunale di Reggio (per un incredibile erroraccio è stato liberato un assassino reo confesso che ora potrebbe tornare in carcere solo dopo il processo di terzo grado, quindi chissà quando…) ora c’è anche un colpevole: un magistrato, con nome e cognome. Il presidente del tribunale Francesco Maria Caruso ieri ha spiegato: ‘Il Gip Antonella Pini Bentivoglio per una svista ha scritto nella sua agenda emesso il decreto di giudizio immediato anzichè richiesta di giudizio immediato inviato’.

Intendiamoci, nella vita si sbaglia e immagino che la signora Antonella sia dispiaciutissima e siamo dispiaciuti anche noi: per lei, per la giustizia italiana, per la famiglia della vittima, perchè in giro c’è un assassino che potrebbe anche svignarsela e nessuno (incredibilmente) può fare nulla..

I colleghi della redazione di Reggio Emilia hanno provato a contattare il giudice che, cortesemente, ha spiegato che non può parlare altrimenti andrebbe incontro a sanzioni disciplinari. E’ buffo pensare che la signora possa avere dei problemi se parla con un  giornalista, mentre se per un suo errore viene scarcerato una ssassino non succede nulla, visto che il presidente del tribunale ha spiegato che non verrà preso nessun provvedimento.

Intgendiamoci di nuovo: non voglio far passare questo sfortunato giudice (sì, perchè in casi come questi c’entra anche la sfortuna)  in un mostro o in un chissà cosa. Mi piacerebbe soltanto vivere in un paese normale. E in un paese normale la signora Antonella dovrebbe chiamare in tribunale i familiari della vittima (anzi, potrebbe andare a casa loro), dovrebbe scusarsi pubblicamente con i cari di quella povera ragazza strangolata e poi ripetere il tutto attraverso i massmedia. Ecco, la nostra… condanna è questa: sbagliamo tutti nella vita, certe volte bisogna semplicemente avere la forza e il coraggio di chiedere scusa.