Charlot e Carlito
Siamo tutti parigini! Il Paris Saint Germain di Ancelotti, Ibra e Thiago Silva ha vinto con due giornate d’anticipo la Ligue 1. Carletto (che in francese si traduce Charlot) agggiunge così l’ennesimo trofeo a quelli ottenuti con Milan e Chelsea. E forse quest’ultimo è stato il più sudato. Il Psg ha battagliato ogni settimana contro avversari assatanati che lottavano non solo per la vittoria sportiva ma soprattutto per battere gli “odiati” parigini. Tutta la provincia coalizzata contro l’unica città degna di questo nome in Francia e cioè Parigi. Parigini che, ovviamente, non fanno nulla per rendersi simpatici. Anzi… E infatti lo slogan della vittoria, sventolato dai tifosi sul campo del Lione sconfitto domenica sera per 1-0 era: parigini e campioni! Non solo. Il Psg ha lottato contro gli arbitri che avevano inquadrato nel loro mirino lo Zingaro, punendolo esageratamente anche a sproposito. Ma non solo. Due settimana fa, il mite e pacioso Thiago Silva si è visto sventolare sul naso un rosso diretto per aver posato delicatamente una mano sull’arbitro, mentre protestava educatamente per un fallo inesistente. Tutti hanno visto. E Carletto nostro ha lottato contro la proprietà qatariana che già a novembre lo voleva licenziare perché la squadra faticava in campionato, nonostante l’ottimo percorso in Champions League con l’approdo ai quarti. Il Psg si è dimostrata una squadra difficile da assemblare a causa dei molti disparati acquisti e del boicottaggio dei giocatori francesi contro la “pattuglia” straniera. Spogliatoio spaccato in due e l’allenatore a fare da parafulmine. Così, come biasimare Ancelotti se l’anno prossimo sarà l’allenatore del Real Madrid? Una squadra da rimotivare dopo il ciclone Mourinho ma con un tasso di qualità molto più alto rispetto al Psg e che come unico competitor avrà il Barcellona, ritenuto in fase calante. Comunque sia, una squadra, quella della camiseta blanca, in grado sulla carta di arrivare prima in ogni competizione. Carletto (che in spagnolo diventerà Carlito) è l’allenatore giusto, il Real è la squadra perfetta, Florentino Perez il presidente ideale. Servirà, come sempre, solo un po’ di fortuna… Hasta la vista e vaja con dios Carlito.