Nostalgia di Franz
In preda a un’astinenza pallonara, qualche sera fa ho scovato su Mediaset Premium un Milan-Penarol del 24 giugno 1983, durante il Mundialito per club vinto, guarda caso, dalla Juventus. I rossoneri avevano appena disputato il campionato di serie B ottenendo la promozione. Presidente Giussy Farina, in panchina Ilario Castagner, in campo i volti della memoria, Franz Baresi, 23 anni, a giostrare come solo lui sapeva fare, Chicco Evani, 20 anni, a correre sulla fascia sinistra e Mauro Tassotti, 23 anni, imperioso e autorevole sia a difendere sia nelle proiezioni offensive. Due “cursori” ante litteram. Davanti un assatanato Oscar Damiani, 33 anni, con il mitico Joe Jordan, 32 anni, detto “lo squalo” perché quando giocava si toglieva la protesi dentaria e restava senza gli incisivi superiori. E poi Pasinato, Cuoghi, Verza, il portiere Nuciari… Che nostalgia e che gioco! Moderno, pre-Sacchiano ma con tutti i crismi del pressing e di un abbozzo di zona. Trent’anni fa i rossoneri persero, pur giocando bene, incassando il gol del Penarol su rigore allo scadere del primo tempo. Quello era il Milan dei giovani che poi avrebbe vinto tutto. Questa tiritera per dire che il dna rossonero non è cambiato. Anche questo è il Milan dei giovani. Diversi gli interpreti, più o meno bravi, ma la sostanza resta. Quell’anno Castagner riportò il club in serie A e pochi mesi dopo, come ringraziamento, fu esonerato e sostituito dall’allenatore in seconda Italo Galbiati. Trent’anni dopo, comunque vada la partita col Siena, Max Allegri rischia il “benservito” nonostante sia riuscito a condurre un’impensabile rimonta. Sic transeat gloria mundi… Ma una cosa è certa. Chiunque prenderà posto in panchina, siamo certi che sta per iniziare un nuovo ciclo. Il giocattolo non si è rotto, richiede solo qualche aggiustatina.