Sull’Everest senza una gamba
COME PALLAVOLISTA non ha raggiunto una fama mondiale. Essere un’atleta di livello nazionale, ma in una nazione non esattamente leader in questo sport come l’India, non la deve avere aiutata molto. Ma a 25 anni Arunima Sinha ha trovato un altro modo, per farsi conoscere al mondo. E’ stata la prima donna senza una gamba a scalare l’Everest. La foto della Ap spiega in che modo la sua sia un’impresa di quelle che cambiano la storia, non solo dello sport.
Quello che la foto da sola non può raccontare è la storia di Arunima. Nella quale la pallavolo ha un ruolo marginale, anche se sotto rete è arrivata nel giro della nazionale e a quanto pare era brava anche nel calcio, immagino sulla scia di ‘Sognando Beckham‘. Ma a 25 anni questa ragazza nata ad Ambedkar Nagar, nella regione dell’Uttar Pradesh, ha già almeno un paio di vite da raccontare. La prima è quella di una giovane atleta di belle speranze, con i suoi sogni e le sue aspirazioni. Quella vita è finita l’11 aprile del 2011, quando Arunima è salita sul Padmavati Express, un treno che la doveva portare da Lucknow a Delhi. Arunima è stata spinta da due ladri che volevano rubarle la borsa. E’ caduta dal treno.
Ne arrivava un altro, sul binario vicino. Non è riuscita a evitare che il convoglio le colpisse una gamba. “Ho resistito ai ladri e mi hanno spinto giù dal treno _ ha raccontato _ Non potevo muovermi. Ricordo di aver visto l’altro treno venire verso di me. Ho provato ad alzarmi, il treno mi è passato sulla gamba. Poi non ricordo più niente”. Per salvarle la vita, le hanno dovuto amputare la gamba. Il ministero dello sport indiano le ha offerto un risarcimento per l’equivalente di 460 dollari. Lo scandalo provocato dalla pubblicazione della notizia ha spinto il ministero delle politiche giovanili ad aggiungere altri 3,700 dollari e una raccomandazione per essere assunta dal Cisf, una forza di polizia alle dipendenze del ministero degli interni. Anche le Ferrovie indiane le hanno offerto un lavoro. Ma lei ha preferito la Milizia.
Una settimana dopo l’incidente, ha iniziato un trattamento di quattro mesi all’interno dell’All India Institute of Medical Sciences. Alla fine del trattamento, le è stata regalata una protesi. Con i medici dell’istituto, ha iniziato a pianificare l’ascesa all’Everest, ispirata dal giocatore di cricket Yuvraj Singh, che aveva sconfitto il cancro, invitandola a “fare qualcosa” della propria vita. Ha frequentato il corso di alpinismo del Nehru Institute a Uttarkashi, risultato tra i migliori allievi, ed è stata spinta a provare l’impresa dal fratello maggiore Omprakash. Ha contattato Bachendri Pal, la prima donna indiana a scalare la montagna più alta del mondo. Lei ha accettato di allenarla. Arunima ha fatto le prove scalando l’Island Peak, 6150 metri, nel 2012, e poi il Chhamser Kangri, 6622 metri.
La spedizione per l’Everest è partita l’1 aprile, affrontando diverse difficoltà. Dopo 52 giorni, martedì 21 maggio, alle 10.55, Arunima è arrivata sulla vetta. Subito dopo, ha ricevuto le congratulazioni del ministro dello sport indiano Jitendra Singh.
