Spending and pay
Questa è una storia vera. Purtroppo. Qualche settimana fa un cittadino di una città del Nord considerata tra le più avanzate per la qualità della vita si rivolge al quartiere per ottenere una carta d’identità. Il documento viene prodotto e consegnato. E’ in carta, non ha alcuna copertina o plastificazione. Il cittadino, che ha una certa età e una conseguente esperienza di documenti deteriorati dal tempo, chiede: “Posso avere la carta plastificata?”. Risposta: “Non le facciamo più. E’ colpa dei tagli alla spesa pubblica. Se va dal tabaccaio di fronte trova sia le copertine di plastica sia la macchinetta per plastificare il documento”. Il cittadino esce dal quartiere, va dal tabaccaio di fronte e si trova in buona compagnia di altri cittadini con lo stesso problema in comune: plastifica la carta d’identità e paga qualche euro. Poi, illuminato dall’esperienza, rientra in quartiere, torna allo sportello e gentilmente consiglia: “Sapete, se le copertine o la plastificazione la facesse il quartiere anzichè il tabaccaio, facendosi pagare, prendereste anche qualche soldino”. L’impiegata ringrazia: “Davvero un ottima idea. La proporrò…” .
Incredibile? Non quanto la lunga vicenda della carta d’identità elettronica. Sono stato tra i primi in Italia ad averne una. Nessun privilegio di casta, semplicemente sono nato e risiedevo in un piccolo Comune che fu tra i primi a sperimentarla. Non mi è mai servita a nulla, neppure agli sportelli automatici dove chiedono il codice fiscale-tessera sanitaria. La beffa è che un po’ di anni fa, in occasione di una consultazione elettorale, il Comune mi annunciò che avrebbero sperimentato il voto elettronico e che mi sarei dovuto presentare con la mia card. Detto, fatto. Consegno la card, mi identificano elettronicamente dopodichè mi consegnano scheda e matita. E il voto elettronico? Si è fermato all’identificazione, operazione costata un quarto d’ora di tempo avvenuto di fronte al presidente di seggio che era un mio compagno all’asilo e che mi aveva già identificato con un semplice: questo lo conosco da oltre 40 anni.