Il non voto: ma dove porta la protesta?
La tornata elettorale ha già consegnato alle cronache un dato ineludibile: scarsa l’affluenza alle urne, scarsa la volontà dei cittadini di dare il voto a questi politici. Il Paese soffre questa crisi sia economica sia morale. Come si può credere in qualcuno quando chi compie azioni libertarie rimane al suo posto come nulla fosse? Giuy77, da ilgiorno.it
HO SEMPRE considerato le elezioni un appuntamento imperdibile per me, per il Paese e per quelli che ci vivono con me, e nessuno mi ha ancora suggerito qualcosa di meglio in cambio. Nessuno ha proposte veramente rivoluzionarie o almeno plausibili. Per me il voto è sempre stato una cosa da prendere sul serio e così di conseguenza la scelta del partito o del candidato. Molti sostengono che non votare sia una scelta: se non mi sento rappresentato da nessuno non voto. Poi c’è chi è convinto che, se non vota, il suo è un atto di protesta. Beh, togliendo il fatto che spesso ciò nasconda pigrizia e disinformazione, mi piacerebbe capire dove sia la protesta. E soprattutto dove porta. Come direbbe il rapper Marracash: “Non è che se non voti le elezioni non le fanno”. Pensiamoci, la prossima volta. laura.fasano@ilgiorno.net