Il suicidio è una tragedia: non speculiamo
Gli ultimi due suicidi fanno pensare: uno perché sfrattato, l’altro perché non aveva avuto un permesso di sosta davanti al suo negozio. E tutti a dare la colpa alla crisi. Certo, la crisi morde, spaventa: ma ci siamo tutti dentro e non ci sono migliaia di suicidi, tutti cerchiamo di tirare la carretta. Io credo che ogni suicidio abbia una storia a sé.
Luca, da ilgiorno.it
C’era una regola non scritta che imponeva di non raccontare i suicidi. Molte volte questo tipo di notizia era infatti per chi è più debole uno “stimolo” a compiere gesti inconsulti. Perché per il suicidio, non di rado, funziona il meccanismo della pubblicità: incentiva chi vive una situazione difficile. Oggi il legame tra crisi e aumento dei gesti estremi è innegabile, anche se in Italia solo il 6,3% di questi morti ha un movente economico. La lista però si allunga in continuazione e quelle vicende che una volta per pudore non si davano o si relegavano fra le brevi (come vuole il codice etico) oggi diventano “la notizia”. Non siamo in un periodo facile, ma stiamo attenti a non lasciarci trascinare in un clima di pessimismo diffuso che non lascia spazio alla speranza e alla volontà individuale di cambiare le cose, perché allora sì che saremmo finiti.
laura.fasano@ilgiorno.net