Quel ‘falco’ di Matteo Renzi
In queste ore, si narra di un Matteo Renzi tormentato dai dubbi: se non si candida alla segreteria del Pd, rischia di ritrovarsi con un partito spostato a sinistra, magari guidato da Stefano Fassina, e con un Enrico Letta in pole position quando verrà il momento di indicare il candidato premier; se si candida e vince, rischia di logorarsi. Tra i due mali, è probabile che reputi minore il secondo. E che dunque da qui a un mese formalizzi la propria candidatura. Se non l’ha ancora fatto è perché sperava di chiarirsi le idee sul destino del governo Letta. Idealmente, Renzi fa il tifo per i ‘falchi’ del Pdl, quelli che vorrebbero rovesciare il tavolo e andare dritti ad elezioni. Ma è sempre più convinto che non sia questo l’orientamento di Berlusconi. Raccontano che attraverso un comune amico abbia anche sondato Fedele Confalonieri, e il presidente di Mediaset gli avrebbe fatto sapere che, «pur vivendo ormai alla giornata», il Cavaliere intenderebbe confermare la propria lealtà al governo anche in caso di condanna definitiva al processo Mediaset. Quanto di peggio, per Renzi. Che rischia di dover attendere le elezioni almeno fino al 2015 nel ruolo di segretario di un partito privo di appeal alienandosi così anche il consenso dell’elettorato deluso di centrodestra.