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Nervi saldi e il governo si salverà

Più delle dinamiche politiche, conterà il fattore umano: sarà, in fondo, una questione di nervi. E’ ragionevole immaginare che Silvio Berlusconi, reduce da una impressionate serie di batoste giudiziarie e di compromessi politici, li abbia logori. Di certo li hanno logori i dirigenti del Pd: è ufficiale, basta leggere le cronache. Ma non è affatto detto che i nervi saltino. L’eventuale condanna definitiva del leader del centrodestra per frode fiscale, e la sua esclusione dal parlamento per cinque anni, sarebbe un fatto politico di prima grandezza. Ma non per questo il destino del governo ne risulterebbe inesorabilmente segnato. Sarà per virtù, sarà per necessità, fatto sta che il Pdl non è mai stato così compatto attorno al proprio Capo, e il Capo non ha alcun interesse (né politico, né materiale) a far saltare il banco di palazzo Chigi. Più complesso il discorso per quanto riguarda il Pd. Il partito di Enrico Letta è diviso in bande, non ha un leader, è già calato nel pieno di un congresso che potrebbe rivoluzionarne l’identità e che di certo mette a rischio il futuro dell’attuale nomenklatura. Non solo. Se la maggioranza degli eletti e dei dirigenti democratici è naturalmente orientata a difendere lo statu quo, Matteo Renzi ha esigenze opposte: per lui prima si vota, meglio è. Ed è questo il timore di Letta, cioè che si realizzi il seguente scenario: Berlusconi viene condannato, il Pdl accende un fuoco di paglia polemico, Renzi propaga l’incendio con argomenti moralistico-grillini di facile presa sulla base del Pd, altri candidati alla segreteria lo imitano per non scoprirsi a sinistra, la situazione sfugge di mano e le fiamme invadono palazzo Chigi. E’ per questo che ieri, con un’intervista alla ‘Stampa’, il capo dei senatori democratici Luigi Zanda ha messo le mani avanti minacciando di fatto la caduta del governo qualora il Pdl si lasci andare ad «azioni eversive» tipo la manifestazione al Tribunale di Milano in occasione del processo Ruby. Si può dunque ipotizzare che se Berlusconi frenerà chi nel partito progetta gesti eclatanti per spingere il Pd sulle barricate e manterrà i nervi saldi, sarà più difficile che saltino quelli dei dirigenti democratici e, di conseguenza, il governo.