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La rete nomade

A VOLTE penso che chi gestisce la pallavolo non si renda conto pienamente del potenziale che ha tra le mani. Il calcio ha sicuramente una presa maggiore, per carità. Ma da quando questo blog ha piantato le tende nell’infosfera, tre anni e mezzo fa, mi è capito spesso di incontrare e poi segnalare foto che arrivano da tutte le parti del mondo. I fotoblog sono nati così, per far vedere immagini che parlano da sole, meglio di qualsiasi articolo. All’inizio erano semplici curiosità, ma a forza di proporvi scatti esotici, ho capito una cosa. Che in qualsiasi contesto ambientale, sociale, culturale ed economico, la pallavolo è davvero vissuta come un gioco alla portata di tutti. Se non il primo, è al massimo il secondo che viene in mente di giocare, ai bambini o agli adulti. 

Ethnic Cham Muslim children play volleyball in front of a hotel under construction on the banks of Mekong river in Phnom Penh

Lo dimostra la storia che sta dietro questa foto, scattata in Cambogia da Damir Sagolj per la Reuters, storia raccontata in modo più articolato da Avaxnews qui. E’ la storia dell’etnia nomade dei Cham, che vive nel sudest asiatico, principalmente in Cambogia, Vietnam e Thailandia. Sono gli eredi del regno di Champa, durato dal settimo al diciottesimo secolo, e parlano una lingua simile a quella dei polinesiani, popolazione con cui sono imparentati. Questo è uno dei motivi della mancata integrazione dei Cham che vivono in Vietnam. Sono stati sterminati quando il controllo dei territori era nelle mani dei Khmer rossi: morirono in 500mila, secondo la ricostruzione storica di Wikipedia. Che spiega anche che i Cham vietnamiti sono per la maggior parte Hindu, mentre quelli cambogiani, stimati in un numero di 31mila circa, sono soprattutto musulmani. Come quelli della foto, dei quali in questi giorni si parla principalmente per un motivo: la (poca) terra su cui si sono stabilite un centinaio di famiglie, sulle rive del fiume Mekong nei pressi della capitale Phnom Penh, è vicina al cantiere di un nuovo hotel di lusso, nel distretto di Chroy Changva. I Cham, principalmente pescatori, vivono in realtà sulle barche ormeggiate nei pressi di una penisola, alla confluenza tra il Mekong e il fiume Tonle Sap, dalla parte opposta rispetto al centro della città. Negli ultimi anni, sono stati costretti spesso a spostarsi lungo il fiume, ogni volta che la terra acquistava valore.

Probabilmente dovranno rifarlo presto.