Gli immigrati e la logica della paura
Il ministro Kyenge si deve occupare di integrare gli immigrati che già sono in Italia e che sono regolari. Deve creare le condizioni migliori affinché i regolari si integrino meglio nella società italiana, rispettandone usi e costumi, nonché le leggi. Questo è il suo mandato. Non si deve preoccupare di gestire i flussi migratori.
Stella, ilgiorno.it
L’immigrazione in Italia, come nel resto d’Europa, è soprattutto legata al lavoro, attorno ad esso si crea una catena fatta soprattutto di ricongiungimenti familiari. I parenti degli immigrati, una volta giunti nel nostro Paese, cominciano anch’essi a muovere i primi passi alla ricerca di un’occupazione. Bisognerebbe, dunque, agire soprattutto sul piano lavorativo per puntare ad una politica dell’accoglienza. La logica della paura non può più guidare le scelte politiche, non ha più ragion d’essere. È la società che deve essere in grado di ‘convertire’ l’immigrato in cittadino. Questo significa anche cominciare a vedere l’immigrato come persona chiedendogli non “cosa sai fare” o “che lavoro vuoi fare”, ma “chi sei” e “qual è il tuo programma di vita”, e capire che contributo può dare come persona. Papa Francesco ci ha indicato la strada.
laura.fasano@ilgiorno.net