In Siria carneficina senza fine
Il tema dell’intervento in Siria è delicato, difficile stabilire come sempre chi sta dalla parte del giusto e chi no. Di sicuro è umanitario fermare un assurdo massacro di civili, questo è prioritario. È una vicenda che può sollecitare in modo anche pericoloso gli equilibri strategici mondiali. E in Italia intanto che facciamo? Non abbiamo nulla da dire. Che sfacelo.
Kaleb, ilgiorno.it
LE FOTO E I VIDEO diffusi negli ultimi giorni, dove si vedono donne e bambini uccisi dai gas o sgozzati, sono solo la punta dell’iceberg di quello che è avvenuto e sta avvenendo in Siria. Eppure in tutti questi mesi, mentre la popolazione siriana veniva macellata senza pietà, nessuno ha mai alzato una voce contro Assad. E non è bastato nemmeno raggiungere l’impressionante cifra di 9.000 morti per smuovere le piazze pacifiste. Ciò che abbiamo visto in Siria dovrebbe scuotere le coscienze di tutto il mondo. Va contro ogni morale. Invece la politica tace, e quando parla, sembra che nessuno se ne accorga. È vero, agire è difficile, ma non farlo sarà catastrofico. La comunità internazionale ha già troppo a lungo assistito inerte alla carneficina. E non è detto che l’unica soluzione si attui dall’alto di un bombardiere.
laura.fasano@ilgiorno.net