I bimbi a scuola imparano modelli sbagliati
È un appuntamento che si ripete ogni anno: riposto il costume, si ripensa alla scuola. E ogni anno i soliti problemi: crescono i costi per mandare un figlio anche alle elementari e mancano sempre gli insegnanti (soprattutto quelli di sostegno) per assicurare un inizio d’anno scolastico sereno. Possibile che si debbano sempre leggere le stesse cose?
Anna Franza, da ilgiorno.it
E ALLORA per una volta affrontiamo un aspetto diverso spesso sottovalutato, ma non per questo meno importante. Come mai nei libri per i bambini gli uomini fanno 50 lavori diversi, le donne 15? E i primi sono sicuri e liberi, le seconde invidiose? La scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità anacronistici. Alcune ricerche hanno rilevato che nei libri di testo non solo bambine e donne sono sotto-rappresentate, ma sono descritte come pettegole, invidiose, vanitose, smorfiose, affettuose, apprensive, angosciate, premurose, pazienti, tenere. Ben diverse le qualità riferite esclusivamente al genere maschile; il bambino o l’uomo è descritto come sicuro, coraggioso, serio, orgoglioso, onesto, ambizioso. Basta osservare la realtà per sapere che non è così. Fatelo sapere anche ai bimbi che vanno a scuola.
laura.fasano@ilgiorno.net