Il Cav anticipa come un Gorby
RICORDO ancora quando Berlusconi decise, vent’anni fa, di scendere in campo in politica. Ero stato inviato da Montanelli, ancora direttore del “Giornale”, ad Arcore dove il Cav ospitava a pranzo Gorbaciov che non abitava più al Cremlino, ma godeva, ugualmente, di un’universale considerazione. Al termine della colazione, l’anfitrione accompagnò l’ospite russo al mausoleo dove riposano il padre di Silvio e altri familiari.
SI FORMÒ un piccolo corteo: il padrone di casa, Michail e Gianni Letta davanti, i giornalisti dietro. A un certo punto, il fondatore di Mediaset confessò a Gorby di sentirsi circondato dai “comunisti” e di essere, così, costretto a fondare un partito per salvare le proprie aziende. Letta cercò, in tutti i modi, terrorizzato dalle tante orecchie indiscrete, di zittire Berlusconi tirandolo disperatamente per la giacca, ma senza risultato: il suo capo era, ormai, un fiume in piena. Mi è venuto in mente quest’episodio perché ricorda tantissimo la situazione attuale con l’ex premier, sempre più accerchiato, che cerca di trovare una via d’ uscita tirando fuori dalla naftalina Forza Italia che aveva fondato quattro lustri fa. È probabile che il varo del nuovo partito sarà, addirittura, annunciato nel video già registrato che dovrebbe essere diffuso prima della fatidica riunione al Senato della Giunta per le autorizzazioni: potrebbe essere, quindi, il colpo a sorpresa di domenica. Per la verità, in un primo momento, le teste d’uovo avevano pensato di rendere ufficialmente nota la nascita di Forza Italia verso metà settembre, ma Silvio avrebbe deciso di anticipare i tempi. Come, del resto, successe, quella volta ad Arcore, con Gorbaciov. Da vecchio presidente del Milan, il Cav sa perfettamente che è importantissimo cercare di prendere l’avversario in contropiede. E spiazzarlo, se si può: ci riuscirà ancora?