Le mozzarelle di Colaninno
POCHI CI HANNO FATTO CASO,male due vicende finanziarie in questi giorni al centro dell’attenzione generale, Telecom Italia, che diventa Telecom Spagna e Alitalia, che diventa Air France al 50%, sono, in qualche modo, collegate al nome di un imprenditore mantovano, di origini pugliesi, Roberto Colaninno. Ricordate? Nel 1999, l’ex manager Olivetti – alla guida di un gruppo di industriali bresciani capeggiati da Emilio Gnutti, che venne ribattezzata la “cordata padana” -, dette l’assalto vittoriosamente alla Telecom privatizzata da pochi anni.
QUELLA SCALATA, che metteva in luce la nuova nidiata di moschettieri tricolori dopo i capitani coraggiosi della “Milano da bere” degli anni Ottanta (Raul Gardini in primis), venne particolarmente osteggiata tanto che, nel 2001, Colaninnno cedette Telecom a Marco Tronchetti Provera. Dopo qualche tempo, l’imprenditore pugliese-mantovano, sulle ali del “non passa lo straniero!” indirizzato ad Air France e Klm che stavano per rilevare Alitalia, organizzò una nuova cordata di alfieri del “made in Italy” in grado di acquisire la nostra compagnia di bandiera.
Oggi dobbiamo prendere atto che tutti quegli sforzi per difendere l’italianità delle grandi aziende sono stati vani e, quel che peggio, stiamo abdicando ai capitali esteri senza, neppure, esprimere condanne significative alla capitolazione, anzi. In altri tempi, avremmo fatto le barricate per difendere le nostre “griffe”. Oggi, invece, ci sbarazziamo dell’argenteria di casa (o presunta tale)senza batter ciglio e siamo pure contenti. Al massimo, allarghiamo le braccia e troviamo una giustificazione: signori, questa è la crisi. Caro Colannino, che dire? Combattenti di razza come lei non ce ne sono più: a questo punto, cerchi, almeno, di conservare gelosamente l’italianità delle sue mozzarelle di Acquaviva delle Fonti…