L’immigrazione non sia solo un dramma italiano
Quei corpi distesi sulla spiaggia pietosamente coperti da un lenzuolo bianco hanno riportato tragicamente d’attualità il problema immigrazione. E il problema del nostro Paese che si trova sempre da solo a fronteggiare questa emergenza. È mai possibile che ogni volta alle belle parole non facciano seguito decisione comunitarie serie? Lettera firmata, Milano
I TREDICI IMMIGRATI che hanno perso la vita a Ragusa sono purtroppo gli ultimi di un triste elenco: nel 2013 sono già stati oltre 200. Ogni giorno, insomma, un migrante ha incontrato la morte mentre cercava di raggiungere l’Italia e l’Europa. Migranti che cercano una vita migliore e che la vita la perdono tragicamente. Il nostro mare è diventato un cimitero. La globalizzazione dell’indifferenza, di cui ha parlato il Papa, travalica i confini nazionali e ci spinge a considerare tutta l’Europa: in questi terribili frangenti dove sono i nostri vicini di casa? L’Italia lo va sostenendo da anni: il fenomeno dell’immigrazione non riguarda soltanto noi. Noi da soli non possiamo più far fronte a questa emergenza. Non basta il nostro buon cuore che pure si dimostra senza confini. Dobbiamo ricevere subito un aiuto concreto. Perché allo stillicidio di naufraghi non dobbiamo rassegnarci.
laura.fasano@ilgiorno.net