Il volley senza memoria
Questo è un esperimento. Un blog in progress, nel senso che scrivo mentre una cosa sta accadendo altrove (la conferenza stampa della società modenese di volley maschile in cui si annuncia la separazione dal general manager Bruno Da Re), e sulla quale le mie fonti dirette d’informazione, non potendo essere presente, sono quelle che arrivano sui social network da uno dei tifosi storici, Flavio Ogliari, che sta postando alcuni video della conferenza sul suo profilo facebook, qui. Tecnicamente, Flavio sta facendo un ottimo lavoro giornalistico a tutti gli effetti, ed è possibile che nel corso della giornata altri video o commenti siano postati, a definire meglio il quadro della situazione. Ovviamente, ci sono anche i suoi commenti personali di sostenitore deluso. Ma fidatevi, non stiamo parlando di tifosi ‘accecati’, questi sono tutti ragazzi che hanno tanta passione, ma hanno occhi per vedere e teste per capire benissimo. Perché ne hanno viste tante, forse anche troppe.
Quello che è certo, è che a Modena sta succedendo una cosa mai vista prima. Almeno da quando seguo la squadra con compiti giornalistici, quindi dal 1990. Non ho mai visto i tifosi così arrabbiati non per i risultati tecnici, nei confronti della società che amano e per la quale hanno sottoscritto anche quest’anno 2.000 abbonamenti, senza che in rosa ci siano campioni di livello mondiale assoluto. Non ho mai visto una difesa così strenua di un dirigente che tra l’altro non ha, tra le caratteristiche principali del suo carattere, quella di riuscire a farsi amare a pelle. Però Bruno Da Re è bravissimo, a mio parere uno dei tre migliori dirigenti del nostro volley, con Stefano Recine e Beppe Cormio. Se non è il Messi dei general manager, è il Cristiano Ronaldo. E non mi sembra che Barcellona e Real se li facciano portare via o addirittura li vogliano dare via. Se non si fosse capito, la mia opionione personale è che la nuova Modena Volley Punto Zero abbia fatto un errore clamoroso, separandosi da lui. La pallavolo che scarica Da Re è una pallavolo senza memoria, quindi senza futuro.
Bruno non è pagato per essere simpatico: è, anzi era pagato per far funzionare una società e una squadra. Lo ha fatto benissimo, con risorse nemmeno comparabili a quelle degli altri club, sfiorando anche una clamorosa finale scudetto con una squadra che non era minimamente al livello delle candidate al titolo. Avrà fatto anche degli errori, ma mi sembrano molto più numerose le cose buone. Oltre ad essersi speso molto per garantire la sopravvivenza del volley a Modena. Sopravvivenza resa possibile dai soldi dei nuovi soci, certo.
La conferenza d’addio si sta tenendo della sede della Trenkwalder, e non credo che sia perché alla fine il rapporto tra Da Re e la nuova proprietà ha avuto la durata di un contratto interinale, tre mesi. A prendersi tutte le critiche anche a nome degli altri soci, che immagino non potessero essere presenti, c’è Peter Zehentleitner, che ci sta mettendo la sua faccia e per questo credo vada elogiato.
Il nuovo ds arriverà durante la sosta. Sarà Andrea Sartoretti, ex giocatore che è ancora nel cuore non solo della società, ma anche della tifoseria. Per il sottoscritto è anche un amico, sicuramente più di Da Re, e per questo gli auguro di poter fare il suo lavoro con piena autonomia. Può sperare di avere successo soltanto se saprà ‘tenere testa’ alle troppe anime di questa società, trovando la forza per dire i no che serviranno, perché quello che ne capirà di pallavolo, nel gruppo che comanda, sarà lui adesso.
E proprio perché siamo amici, al Sarto dico: buona fortuna. Temo che ne avrai bisogno.