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Il cuore di Giulia

OPERATA al cuore a 22 anni, Giulia Spada è tornata a giocare domenica nella Coveme San Lazzaro, in B1 femminile. I medici l’avevano fermata alla fine di settembre per una tachicardia. Ecco come la centrale originaria di Castel San Pietro ha raccontato la sua vicenda al Qs-Il Resto del Carlino di Bologna.

Giulia, come sta?

“Bene, grazie. Adesso posso finalmente giocare di nuovo”.

Perché l’avevano fermata?

“Erano già un paio d’anni che ogni tanto mi capitavano episodi di tachicardia, che mi costringevano a fermarmi mentre giocavo. Dopo la morte di Bovolenta e Morosini e lo stop a Cassano i controlli medici sono diventati giustamente più selettivi, e così prima dell’inizio della stagione, quando mi hanno riscontrato una tachicardia parossistica sopraventricolare, mi hanno negato l’idoneità”.

Lei come l’ha presa?

“Mi hanno detto che si poteva fare un’operazione abbastanza semplice, che si chiama ablazione, e grazie all’aiuto dei nostri medici sono riuscita a sottopormi all’intervento in tempi molto rapidi. A fine settembre mi avevano fermato, il 15 ottobre sono andata sotto i ferri, all’Hesperia di Modena”.

Preoccupata?

“No. Mi hanno fatto l’anestesia locale, ma non è una tecnica invasiva, mi hanno operata da sveglia. Una mia compagna di squadra c’è già passata, e mi ha aiutato molto in queste settimane a stare tranquilla. Sono stata dentro tre giorni. L’intervento è stato effettuato dal dottore Ennio Talamonti, io ero seguita dal dottor Roberto Senaldi e dal nostro medico sociale Stefano Guggi”.

Dica la verità: visti i casi capitati ai nomi famosi che ha citato, le era venuto qualche brutto pensiero?

“No, i medici mi hanno spiegato subito che non rischiavo di dover smettere o anche peggio, che dopo l’operazione, il massimo che mi può succedere mentre gioco è uno svenimento. Però per me era il primo intervento della mia vita, al massimo ero andata dal dentista”.

Poi ha bruciato le tappe.

“Mi avevano parlato di un’ipotesi sui tempi di recupero di circa tre mesi, per legge ne deve passare almeno uno di stop obbligatorio. Ma io cominciavo a scoppiare nell’attesa, mi sentivo pronta e la squadra aveva bisogno di me. Durante questo periodo le mie compagne sono state tutte fantastiche, mi sono state vicine anche alcune amiche che giocavano con me negli anni passati come Ibe, Musiani, Corazza, Muzzi”.

Che lavoro fisico ha svolto, nel frattempo?

“Avevo l’idoneità per lavorare con i pesi, con cyclette e tapis roulant. La scorsa settimana ho sostenuto il test con l’holter lunedì, e giovedì mi hanno dato l’idoneità completa. Il giorno dopo ero già in palestra. Ancora non salto come le altre, ma avendo potuto lavorare con i pesi non sono poi così lontana, nel tono muscolare. Arriverò”.

Coach Casadio l’ha fatta esordire subito.

“Mi ha messo dentro in battuta, domenica, ho fatto anche ace”.

Insomma, è tornata.

“Non vedevo l’ora”.