Schiavi cinesi, i controlli non bastano
La tragedia di Prato ha almeno insegnato qualcosa. Ora sono partiti i controlli a tappeto e gli interventi delle forze dell’ordine. Speriamo continuino e non smettano tra un mese. Questi laboratori lager sono un problema per la salute delle persone che ci vivono e lavorano dentro e per l’economia. Con tutti questi prodotti stranieri, il Made in Italy sta scomparendo. Ed è un vero peccato. Miko, da ilgiorno.it
CAPIRE COSA succede “là dentro”, in quei laboratori-dormitori a Prato ma anche in Lombardia, è facile, nonostante quello dei cinesi sia un mondo invalicabile, chiuso in se stesso, dove l’alta mortalità delle imprese, lo sfruttamento all’interno della stessa comunità (gli operai cinesi lavorano sempre per datori di lavoro cinesi), una cultura dove anche la percezione della sicurezza è molto distante da quella occidentale, rendono tutto più difficile. Accanto ai cinesi che, con il tempo, si sono integrati, ci sono gli imprenditori che hanno continuato a fare i loro affari non sempre puliti e i tanti “schiavi”, spesso clandestini, che vivono e lavorano nei laboratori, fantasmi che emergono solo dopo un controllo. O dopo una strage. I controlli che in questi giorni sono scattati un po’ in tutta Italia da soli non bastano. Ci vuole più informazione e integrazione. Anche per salvare il made in Italy.
laura.fasano@ilgiorno.net