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Il sociologo De Rita: ‘Basta stabilità, meglio il conflitto’

Presidente De Rita, conflitti sociali crescenti chiamano in causa una politica evidentemente impotente: come se ne esce?
<Non è facile. Come tutte le società moderne d’Occidente, l’Italia si ritrova priva di un orizzonte, una meta, un ideale. Dunque sobbolle. E ciò riduce i già stretti margini d’azione di una politica che, raggiunti gli obiettivi di crescita e libertà che si diede nel dopoguerra, non sa più dove andare>.
C’è chi evoca l’Italia degli Anni Settanta e chi la Germania di Weimar. Ora va di moda vaticinare l’alleanza tra estremismi di destra e di sinistra…
<Discorsi prematuri, bisogna prima capire se i conflitti sono veri e se si salderanno tra loro. Per ora la coflittualità è random, vagante, figlia di disagi diversi privi di matrice politica. Prenda i cosiddetti ‘forconi’: sono animati da istanze e categorie sociali diversissime, il che rende ancor più difficile per la politica dare risposte concrete>.
L’impressione è che la politica non sia strutturalmente più in grado di dare risposte.
<E’ vero, la politica sembra svuotata di potere e il potere è in capo ai singoli cittadini…>.
…o ad organismi tecnocratici privi di legittimità come le istituzioni europee.
<E’ così. Gli stati hanno perso sovranità a beneficio della finanza internazionale, che pur essendo causa della crisi economica si accredita come fosse la soluzione>.
Un paradosso.
<Un paradosso. Quando Mario Monti, che è arrivato dove è arrivato in quanto espressione di quel potere che è stato alla base della crisi, diceva ‘è l’Europa che ce lo chiede’ dichiarava che i governi e gli stati non contano ormai più nulla. E infatti il suo governo, così come il governo Letta, si è caratterizzato per grandi annunci ai quali, anche a causa delle resistenze della macchina burocratica, poi sono seguiti fatti modesti>.
Presentando il rapporto del Censis, lei ha detto che «la classe dirigente oggi si legittima attraverso la legittimazione della crisi».
<E’ così: la politica cerca nella drammatizzazione della crisi economica e finanziaria quella legittimazione che non riesce più a trarre dal consenso popolare>.
Infatti è l’epoca di larghe intese che congelano il conflitto politico tradizionale.
<Sì, ma il rifiuto del conflitto è una regressione non una conquista. Un po’ di conflittualità fa bene alle classi dirigenti, ma i partiti anziché evolversi si sono infetati nel capo dello Stato>.
E’ molto citato in questi giorni un commento del ‘Wall Street Journal’ che critica la <stabilità> tipica <dei cimiteri>.
<Io preferisco citare Tacito: ‘Fecero il deserto e la chiamarono pace’, scriveva dei romani che invadevano le gallie>.
La politica, in effetti, vive di conflitti e linee di frattura.
<Non c’è dubbio, anche se va detto che in Italia il conflitto politico è finto, più gridato che esercitato. Un grande show mediatico. Solo Renzi, oggi, sembra poter dar corpo a un conflitto politico reale>.
L’irruzione di Renzi sulla scena politica farà bene al sistema?
<In una società che tende a cristallizzarsi, la presenza di uno come Renzi porta movimento. Quindi è un bene. I politici improvvisati che l’hanno preceduto, Berlusconi e Grillo, non sono andati oltre la rappresentazione mediatica. Vedremo quel che Renzi riuscirà concretamente a fare. Non sappiamo ancora chi è, e probabilmente non lo sa neanche lui: deve ancora definire un’immagine di se stesso che non sia troppo alla mercè degli eventi>.
De Rita, perché ha sistematicamente rifiutato le diverse candidature e gli incarichi ministeriali che le sono stati offerti?
<Perché, come ci ha ricordato anche il caso di Mario Monti, tecnica e politica non sono la stessa cosa. Il mio mestiere è quello del ricercatore, dell’intellettuale: fornisco mattoni agli architetti, ammesso che ve ne siano… Resto dunque fedele al principio ‘Il potere è un luogo vuoto dove bisogna avere il coraggio di non entrare mai’>.
In casi come il suo, sarebbe più «coraggiosa» la scelta di fare politica.
<Alla mia età credo di aver faticato già abbastanza e di meritarmi un po’ di riposo, non crede?>.