Buon Natale a chi ancora si indigna
SARA’ PER la mia età non più verdissima, sarà perché ho nostalgia di quando il Natale era una festa veramente sentita da tutti, ma ho nostalgia di quando ci si faceva gli auguri (magari con un bigliettino e non con un messaggio telefonico) e ritrovarsi sotto l’albero la sera del 24 era emozionante, anche per gli adulti. Ho l’impressione che adesso non sappiamo più che significato abbia “Buon Natale”.
Marco Mangani, Lecco
CI CHIEDIAMO con il lettore quale potrebbe essere il modo migliore per raccontare questo Natale. E la cosa, per quanto strana possa sembrare, non è affatto semplice. Per una serie di ragioni, che vanno dalla necessità di essere originali, dal rispetto per il significato profondo della ricorrenza a quello paradossale per il più abusato conformismo. Quindi, abbiamo pensato semplicemente di fare auguri personalizzati (che – perché no – potranno continuare anche nei prossimi giorni). Buon Natale, allora, agli italiani che si indignano e che sentono di dover cambiare le cose; Buon Natale a chi lavora e fa sacrifici da una vita e proprio non riesce a credere che questo sia “il migliore dei mondi possibili”; Buon Natale a chi il lavoro lo sta ancora cercando; Buon Natale a chi studia nonostante in Italia serva sempre meno. Il prossimo anno sarà meglio.
laura.fasano@ilgiorno.net