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Il Principe e il Presidente

Il Principe e il Presidente non sono mai stati così vicini. Da quando il Principe (Matteo Renzi) ha cominciato a far filtrare il proprio scetticismo sulle elezioni anticipate al 2014, il Presidente (Giorgio Napolitano) ha cominciato a premere sul governo con enfasi crescente. Il discorso di fine anno pronunciato dal Presidente è piaciuto davvero al Principe, che è stato tra i primi a telefonare per complimentarsi. Il primo è stato Gianni Letta. Ma la telefonata dell’ambasciatore berlusconiano non aveva alcun significato politico. Lo aveva invece quella di Renzi. Il quale ha percepito nelle parole del Presidente l’eco delle proprie, essendo lavoro, costi della politica e legge elettorale i temi messi sul piatto della verifica di gennaio. Così come nel discorso del Presidente di fine 2012 fu colta una critica al governo Monti, nelle parole scandite a fine 2013 è stato possibile individuare qualcosa più di un pungolo al governo Letta. «O si fa o si muore», pare essere l’imperativo categorico di entrambi, Principe e Presidente. Ed entrambi sembrano nutrire qualche riserva sulla determinazione della coppia Letta-Alfano. Il mezzo secolo d’età e le radici politiche così diverse paiono ora affievolire il proprio peso nel rapporto tra i due e la diffidenza iniziale cedere il posto ad un abbozzo di fiducia reciproca. Più d’uno, nel Palazzo, immagina oggi uno scenario fino a poche settimane fa inimmaginabile: un’alleanza di fatto tra Principe e Presidente destinata a scuotere il governo dall’immobilismo in cui sembra essersi adagiato. Un’alleanza che l’offensiva grillina e berlusconiana ai danni del Colle non potrà che rafforzare. Poi, certo, lo stile resta diverso: istituzionale quello del Presidente, corsaro quello del Principe. Perché mai s’era visto prima un fedelissimo (Dario Nardella) del segretario del maggior partito di maggioranza far filtrare ai giornali un dossier per smascherare «le marchette» contenute in una manovra economica appena licenziata dal parlamento. E’ accaduto lunedì scorso e accadrà di nuovo, essendo per forza di cose ambiguo e competitivo il rapporto tra il segretario Matteo Renzi e il premier Enrico Letta. Il quale farà bene ad aderire all’agenda politica del Principe anche perché, da martedì, è la stessa agenda del Presidente ed entrambi hanno scelto di legittimarla, e così di legittimarsi, appellandosi direttamente «al popolo».