Non tagliamo il futuro ai nostri bimbi
Al presidente del Consiglio Letta dell’infanzia non importa nulla. È una amara constatazione. Un governo che taglia sui nostri figli perde ogni diritto di parlare di futuro. Altro che affrontare il problema delle unioni civili come vorrebbe il neo segretario del Pd Renzi, prima di tutto bisogna occuparsi delle famiglie che ci sono e che con la crisi che stiamo vivendo sono sempre più in difficoltà. Gabriella Lenzi, Milano
SI PROSPETTA per l’anno appena cominciato una mazzata sui bilanci sociali dei Comuni che cancelleranno così attività importanti per gli adolescenti e i bambini a maggior rischio di esclusione sociale. Il tutto in un contesto di totale assenza di strategia nelle politiche per la tutela e la promozione dei diritti dell’infanzia. Eppure la crisi ha colpito duramente i minori italiani: oggi oltre un milione di loro vive in condizioni di povertà assoluta e 1,3 milioni in disagio abitativo. A questa Italia – piccola, debole e senza voce – il governo rischia di tagliare un altro pezzo di futuro. Ma peggiore dell’ennesima sforbiciata è l’indifferenza con cui si liquida il problema. Una sorta di “lasciar correre” irresponsabile. Così l’Italia si accomoda in fondo alla classifica europea della spesa sociale per l’infanzia.
laura.fasano@ilgiorno.net