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Berruto e lo spread dello sport

A DIFFERENZA del collega Marco Mencarelli, che sarà sostituito da Gianni Caprara prima del mondiale che le azzurre giocheranno in casa, il ct della nazionale maschile Mauro Berruto è saldo in sella. Magari è più preoccupato della tenuta di ‘Destinazione sport’, il progetto del quale il premier Enrico Letta gli ha affidato la guida, per arrivare alla definizione di una legge-quadro sullo sport.

LE IDEE al ct non sono mai mancate, e come saprà chi legge questo blog, alcune ce le aveva già anticipate durante una visita alla redazione di Bologna del Qs-Il Resto del Carlino. Una invece, annunciata a Radio 24 in questi giorni, mi sembra rivoluzionaria almeno per l’Italia. Anche se ammetto di non avere la preparazione finanziaria necessaria per capire se possa funzionare o no. “Stiamo mettendo a punto un progetto-pilota che possa finanziarsi attraverso i ‘social impact bond’, uno strumento finanziario che sta dando già notevoli risultati in molti Paesi, dalla Gran Bretagna a Israele”, ha detto Berruto a Radio24. “Servono idee e fondi e per coinvolgere i privati stiamo pensando di mettere a punto una sorta di obbligazione in cui il risparmio per la pubblica amministrazione ottenuto con il raggiungimento di un determinato obiettivo sociale viene utilizzato per remunerare gli investitori. Basta applicare questa logica a temi come l’obesità o l’educazione a una sana attività sportiva di base, per capire la portata dell’innovazione. I social impact bond sono uno strumento nuovo e rappresentano un prezioso esempio di sinergia tra pubblico e privato in materia di progetti socio-sportivi”. Un progetto che dà una forma concreta a un ragionamento che, in forma più astratta, era da tempo un cavallo di battaglia del ct (e anche di Franco Bertoli, che ha provato a portare avanti un discorso per certi versi simile a livello di Regione Emilia Romagna): i soldi investiti nella pratica sportiva e nell’educazione a una corretta alimentazione si trasformano in un risparmio di spese mediche e sanitarie.

PIU’ IN BILICO è la posizione dell’intero progetto Destinazione Sport, se il premier Letta dovesse in qualche modo anticipare la fine del suo mandato: a chi gli chiedeva se una caduta del governo potrebbe mettere a rischio anche ‘Destinazione sport’, Berruto ha risposto: “E’ uno scenario che non mi auguro, anche perché credo nella stabilità di questo esecutivo e anche perché questo è un progetto trasversale, che mette insieme professionalità e sensibilità diverse e complementari. Comunque, sarebbe auspicabile che fosse il Coni stesso, in virtù della sua autonomia, a farsi garante di Destinazione Sport, mettendolo così al riparo dalle fibrillazioni della politica“, ha detto Berruto alla radio. Aggiungendo anche: “Ho avuto la fortuna di arrivare a fare questo lavoro dopo un giro molto lungo, allenando in ogni parte del mondo. ‘Destinazione sport’ è un progetto a lungo termine: vi fanno parte grandi sportivi, economisti e giuristi, per me è molto stimolante. Vogliamo portare qualcosa che manca al nostro Paese”.