Lo spettacolo falsato dalla farmacia
Ho sempre pensato che scalare cinque montagne in un solo giorno sotto un sole che spacca le pietre, o col freddo che ti paralizza la circolazione, sia un’impresa disumana. Ora De Luca finalmente ha squarciato quel velo di omertà che continua a regnare nel ciclismo. Spero solo che questo serva ad altri per trovare il coraggio di dirci tutta la verità.
Enzo Bernasconi, Varese
IL CICLISMO in realtà sta cambiando, vuole cambiare dopo un ventennio almeno di doping selvaggio. Ce la può fare? Ce la può fare, vogliamo essere ottimisti; ma a patto di mettersi sulla buona strada rappresentando se stesso con chiarezza e schiettezza. Non è certo il caso di puntare il dito contro questo o quell’atleta. E neppure di fare del moralismo spicciolo. Però ci si domanda se sia utile e perfino lecito continuare a presentare questa disciplina con l’ingenua aura dell’epica, come fosse il teatro più entusiasmante delle gesta di eroi indiscussi. Oggi sappiamo che molti, moltissimi di quegli atleti (su tutti Pantani), facevano ricorso a sostanze e pratiche che stravolgevano i valori in campo. Ovvero: sappiamo che lo spettacolo offerto era largamente fasullo, tarato dal doping. E anche il tifoso più tifoso non può non avere coscienza di come sia stato ingannato per intere stagioni.
laura.fasano@ilgiorno.net