Due furbizie a confronto
Bene, anzi benissimo. Il rinsaldarsi dell’intesa Renzi-Berlusconi lascia sperare che a breve avremo una nuova legge elettorale, pergiunta di chiaro segno bipolarista. Ma non ci faremo nulla poiché, ad oggi, non sono annunciate nuove elezioni. Mentre prenderà prigramente il via l’iter delle leggi costituzionali per riformare il Senato e ridefinire i rapporti tra Stato, regioni ed enti locali, lo sguardo si sposterà allora dal parlamento al governo e l’entuasismo si trasformerà in prostrazione. Dall’attivismo di Renzi all’inerzia di Letta, dalla politica che per una volta sembra fare quel che dice, alla politica che dice e non fa. Ma non per questo evita di abbandonarsi a quella furbizia imputata oggi al solo segretario del Pd. Ad esempio, è stata una piccola furbizia l’aver legato in un unico decreto l’abolizione della seconda rata Imu 2013 e la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Un decreto omnibus, di quelli che il Quirinale ha sempre detto che vanno evitati, ordito anche per scongiurare l’opposizione grillina al provvedimento sulla Banca d’Italia e posto sconsideratamente in votazione all’ultimo momento utile. Una furbizia vana, peraltro, poiché i grillini hanno fatto ostruzionismo lo stesso tanto da costringere il presidente della Camera a congelare il dibattito con un colpo di «tagliola». Dunque un segno di debolezza. Analogo all’uscita con cui, guardacaso proprio nel pieno della trattativa di Renzi con il Caimano, il premier s’è improvvisamente ricordato dell’esistenza del conflitto di interessi. Nel frattempo è rotolata la testa di un altro ministro (Nunzia De Girolamo), è circolata la notizia che il responsabile della Giustizia (Anna Maria Cancellieri) sarà chiamato in procura a chiarire i propri rapporti con la famiglia Ligresti, il ministro dello Sviluppo (Flavio Zanonato) è stato investito dalla vicenda Elettrolux, si è confermata col caso del presidente dell’Inps Mastrapasqua l’inamovibilità degli alti burocrati pubblici, è stata disposta una finta privatizzazione delle Poste, si sono perse le tracce del commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Ieri Enrico Letta era a Bruxelles, dove si è presentato a mani vuote poiché Renzi non gli ha ancora concesso l’intesa sul programma 2014. Dopo che il premier italiano ha annunciato l’imminente ripresa, il presidente della Commissione Barroso ha precisato che l’Italia resta «fragile» e «vulnerabile». Ma che ci importa, tanto noi abbiamo la nuova legge elettorale. Forse.
PS
Vien quasi da rivalutare la Prima repubblica, quando la politica aveva regole chiare. Ad esempio: se nella Dc emergeva un uomo forte, o andava direttamente al governo o si facevano nuove elezioni. Altri tempi, non c’era twitter.