E anche la Barbie è destinata alla pensione
È proprio vero, i nostri bambini non sanno più giocare. La considerazione nasce dal fatto che ho letto che la Barbie, la bambola con la quale sono cresciute migliaia di bambine da più di 50 anni a questa parte non piace più, tanto è vero che l’azienda che la produce registra dati economici preoccupanti. Va bene che tutto passa e cambia, però siamo sicuri che le bimbe cresceranno meglio con i videogiochi? Lettera firmata, Milano
NON CI SONO più i giocattoli di una volta: sembrerebbe che sia proprio così leggendo le notizie sul calo delle vendite nel periodo natalizio dei prodotti Mattel, azienda produttrice della famosa Barbie. La cara vecchia bambola pare destinata ad una pensione neppure molto decorosa. La Barbie infatti sta perdendo popolarità rispetto alle bambole più moderne e ‘dark’. Alle bambine di oggi la top model bionda così femmina anni ’50 non piace, o piace sempre meno perché preferiscono giocare – e proiettarsi – sulle più truzze e imperfette, ma senz’altro più espressive Monster High Dolls. Anche la Barbie, insomma, proprio come le Miss Italie televisive e le immagini femminili rétro (o arretrate, per chi non ha paura delle parole), vive di corsi e ricorsi. Come andrà a finire e con cosa giocare lo decideranno le dirette interessate. Cioè le piccole donne.
laura.fasano@ilgiorno.net