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Quei von Masoch del Pd

Rieccoci dunque ad impugnare la ventennale metafora: la sinistra che, come il dio Crono, uccide e divora i suoi figli. Il cadavere politico di Enrico Letta è ancora caldo e già si affilano i coltelli nell’eventualità che Matteo Renzi scopra sconsideratamente un fianco. Stavolta, però, è diverso. Non è come quando, una dopo l’altra, su un ceppo di quercia e poi d’ulivo rotolarono le teste di Natta, Occhetto, Veltroni, Bassolino, Prodi, D’Alema… Stavolta, l’insofferenza nei confronti di Renzi non risponde solo alle consuete logiche si potere e alla tradizionale ambizione dei numeri due. Stavolta alligna tra i ranghi della sinistra un reale sconcerto ed è uno sconcerto culturale, anagrafico e addirittura antropologico. A Montecitorio, martedì, la maggior parte dei deputati democratici era seriamente attonita per lo stile esibito in aula da Matteo Renzi. E l’applauso liberatorio di fronte all’abbraccio tra i due sconfitti è stato un applauso politico ben più che umano, revanscista ben più che nostalgico. La compenetrazione di corpo e spirito tra Letta e Bersani ai più anziani ha ricordato quella tra Forlani e Andreotti una volta ‘rottamati’ da Fanfani. Ma il paragone non regge fino in fondo. Pur diversissimi per temperamento, quei tre grandi capi democristiani avevano una storia comune e un comune sentire. Per gli ‘anziani’ del Pd, invece, Matteo Renzi è un alieno. Sì che quei tic culturali che per vent’anni hanno impedito alla sinistra di candidare premier un proprio uomo, ora tornano in auge per marcare la differenza dall’uomo nuovo che con forze proprie s’è imposto su tutti. L’orrore per il leader, dunque, e il mito della leadership collettiva. E’ come se la storia si ribellasse alla cronaca. Ma la storia è passata e nel presente c’è un uomo, Matteo Renzi, che domina la cronaca perché corrisponde all’epoca. Può un politico ribellarsi contro l’epoca in cui vive? Può, ma nel farlo si chiuderebbe in un angolo. Ed è paradossale notare che oggi il più antirenziano sia anche colui che a Renzi più assomiglia: Pippo Civati. Si è già detto in passato, ma stavolta l’istinto di sopravvivenza dovrà necessariemente prevalere, perché è chiaro che remare contro Renzi significherebbe remare contro se stessi. Compromettere il presente e bruciarsi il futuro. Poiché anche von Masoch poneva limiti alla propria sofferenza, altrettanto ci si augura per il masochismo dei ‘vecchi’ democratici.