Via Poma: in cerca di un verità
IL DELITTO di via Poma resta senza una colpevole. Sono triste per la vittima, il cui assassino non è stato trovato. Triste per la famiglia che continuerà a chiedersi in eterno chi sia stato a uccidere la loro figlia. Triste per gli inquirenti che non hanno saputo fare il loro mestiere. Triste per Raniero che è stato esposto al pubblico per anni. Romano, ilgiorno.it
DOPO 24 ANNI dall’omicidio di Simonetta Cesaroni non ci sono più indagati e la morte della ragazza sembra destinata a rimanere per sempre un mistero. È la fine di un incubo per l’ex fidanzato Raniero Busco, per anni indicato come l’unico indiziato. Ora per giungere alla verità, secondo un vasto parterre di esperti di criminologia, occorrerebbe rivalutare altri indizi perché a carico di Busco non vi erano prove sufficienti tali da condannarlo. E allora il racconto torna indietro nel tempo, a quell’agosto del ’90 quando Simonetta venne uccisa negli uffici dell’Associazione Alberghi della gioventù a Roma e a quelle 29 coltellate inferte sul suo giovane corpo. Dolore e rabbia sono i sentimenti che accomunano familiari e opinione pubblica. Via Poma resta un «cold case, ma la verità – anche se in questo momento è difficile sostenerlo – può essere dietro l’angolo. laura.fasano@ilgiorno.net