Ricerca e animali, è ancora difficile equilibrio
È stata presentata, con termini entusiasti, come una vittoria. Gli animalisti, in testa l’onorevole Michela Brambilla, hanno festeggiato le anticipazioni sul testo definitivo del decreto che recepisce, con importanti restrizioni, la direttiva europea «sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici». Basta vivisezione, dunque, annunciano. Ma siamo sicuri sia proprio una vittoria?
Angelo Visone, Milano
DUE VISIONI diametralmente opposte tornano a scontrarsi tutte le volte che si parla di scienza e di utilizzo degli animali come cavie. Ora il testo approvato conferma il divieto in Italia di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori. L’Italia diventa così il Paese d’avanguardia verso una nuova cultura di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti. Ma – sostengono gli scienziati – rischia fatalmente di perdere posizioni e soprattutto giovani cervelli, costretti a emigrare per poter continuare i propri studi. Difficile trovare un equilibrio fra posizioni così contrastanti in un dibattito dove prevale sempre l’emotività sulle ragioni. Quel che è certo è che non esiste un sistema perfetto. I metodi alternativi hanno debolezze e così quelli basati sulla sperimentazione animale. Dobbiamo immaginare una combinazione fra loro e arrivare ad utilizzare sempre meno animali.
laura.fasano@ilgiorno.net