Autoscatto una mania che può far male
STA DIVENTANDO una vera e propria mania: tutti lì, dal papa all’ultimo peones, a mettersi in posa e a fotografarsi. Si chiama “selfie” ed è una parola che oggi sta diventando il simbolo di un nuovo modello di rappresentazione, o meglio, di pubblicità di se stessi. Messi in fila, sono miliardi di autoscatti, in cui il soggetto è lo stesso: una teoria di volti ripresi nel dettaglio. Poveri noi, come siamo ridotti…
Lettera firmata, Milano
FOSSE SOLO una passione più o meno transitoria potrebbe anche non destare particolari preoccupazioni. Tanto passa, ci verrebbe da dire. In realtà gli esperti dell’American academy of facial plastic and reconstructive surgery attribuiscono alla mania dell’autoscatto la responsabilità di un’impennata nelle richieste di ritocchi per piccole zone del volto. Il selfie, cioè, sarebbe tanto facile quanto dannoso. Perché starebbe alterando il modo in cui le persone si vedono, facendo aumentare i complessi relativi all’aspetto fisico soprattutto tra i giovani. I social network insomma hanno creato nuovi complessi estetici e un occhio molto più severo verso la propria immagine perché chi usa questi mezzi ritiene che il primo impatto visivo sia fondamentale per fare amicizia, intraprendere relazioni romantiche o per motivi professionali. Ci mancava anche questo…
laura.fasano@ilgiorno.net