Pregiudizi e discriminazioni sul lavoro
MI AUGURO che siano stati male interpretati altrimenti sarebbe un bruttissimo passo indietro: ho letto che un locale di vini in cerca di banconisti ha pubblicato su ebay un annuncio agghiacciante: per concorrere a quel posto non bisogna essere né meridionali né extracomunitari. Proprio così, a caratteri cubitali c’è scritto: no stranieri o Sud Italia. Sembra non ci siano dubbi, ma aspetto una precisazione. Marco Toschi, Milano
LA DISCRIMINAZIONE nel mondo del lavoro, soprattutto riguardo gli stranieri, non è certo una novità. Il luogo di nascita diventa, come un passato che ritenevamo sepolto, un motivo di disparità, riportando alla memoria vecchie ferite che pensavamo rimarginate. Per candidarsi insomma a un posto non basta conoscere il settore, parlare l’inglese e avere grande voglia e passione per il lavoro. Non c’è purtroppo da stupirsi. Basti pensare che fino a pochi giorni fa vigeva una norma risalente al 1931 che vietava l’assunzione di cittadini extracomunitari per guidare i mezzi pubblici. La storia è quella di Mohamed, 18enne marocchino, regolarmente residente in Italia, dove ha frequentato pure le scuole, a cui era stato negato un posto da operaio all’Atm, l’azienda del trasporto pubblico locale di Milano. Ci hanno pensato i giudici, il ragazzo ora potrà concorrere a quel posto. Ma che tristezza…
laura.fasano@ilgiorno.net