Renzi adesso pensi al lavoro delle donne
Forse qualcosa si muove: Renzi ha schierato cinque donne-cinque come capolista alle prossime elezioni europee, il presidente degli Usa ha fatto di più e di meglio: ha ordinato di fare studi nel governo federale sulle differenze di trattamento economico tra uomini e donne, per eliminarle. Speriamo che, una volta aperta la strada, si possa fare qualcosa anche da noi per sanare questa ingiustizia.
Angela Bigon, Bergamo
PARTIAMO da un dato incontrovertibile: negli Stati Uniti i lavoratori di sesso femminile guadagnano in media 77 centesimi per ogni dollaro preso dai colleghi maschi. La ragione sta nel fatto che generalmente le donne occupano posizioni più basse e peggio retribuite. In altre parole, ogni anno una donna americana deve lavorare fino ad aprile, solo per recuperare il terreno perduto l’anno prima con gli uomini. Ignoriamo se esistono simili indagini anche nel nostro Paese. Aspettiamo (e siamo certi che avverrà) che un’iniziativa simile a quella assunta da Obama sia fatta propria anche dal nostro presidente del Consiglio. In genere i livelli di istruzione delle donne sono altrettanto validi o anche migliori rispetto a quelli degli uomini, ma spesso le loro capacità non trovano lo stesso riconoscimento. Allora, è arrivato il momento di «cambiare verso».
laura.fasano@ilgiorno.net