Paolino e il Lupo
Probabilmente sono ipersensibile, perché da piccolo mi sfottevano per il nome e da grande, non so perché, anche senza voler offendere, in tanti sbagliano il mio cognome. Quindi facciamo che sia colpa mia: però comunque mi dispiace che, nel giorno in cui mettono a segno un’impresa che resterà nella storia del nostro beach volley, Paolo Nicolai e Daniele Lupo debbano fare i conti con gli errori di diversi ‘comunicatori’ professionali.
Prima la notizia: i due beacher azzurri, che alle Olimpiadi di Londra riuscirono ad arrivare al quinto posto e che si stanno confermando ad alto livello in uno sport nel quale finora abbiamo ottenuto risultati assoluti solo al femminile con la coppia Menegatti-Cicolari, stamattina hanno vinto la tappa del World Tour di Fuzhou, in Cina. Mai una coppia italiana aveva vinto un torneo di questa levatura, prima. Gli azzurri hanno battuto in finale i brasiliani Allison-Bruno per 2-1 (21-17, 16-21, 15-13). Questo Bruno di cognome fa Oscar Schmidt, esattamente come il grande cestista brasiliano che costruì la favola di Caserta: è suo nipote.
Dunque Nicolai e Lupo mettono a segno un’impresa storica. I calcoli li ha già fatti l’amico Mario Salvini sul suo blog, qui : per l’Italia è il primo oro dopo 28 anni e 584 tornei di World Tour. Nicolai, 26 anni di Ortona, ha vinto due mondiali da juniores, ma questo è qualcosa di diverso. Lupo, romano di 23 anni, ha solo qualche campionato italiano e qualche podio internazionale, nel suo palmarès.
Bene, in un giorno così, questi ragazzi non meritavano due piccole sviste. La prima nel comunicato della Fivb, che ha invertito l’ordine di nome e cognome, quindi secondo quel testo i vincitori si chiamano Paolo e Lupo, che sono forse parenti di Pierino e il lupo. Ma a Nicolai è andata peggio con l’agenzia Lapresse, che nel titolo della notizia lo chiama Molinari, chissà poi perché, salvo mettere il cognome giusto nel testo del lancio d’agenzia.
Porta pazienza, caro Nicolai. Per quel che conta, ti capisco.