Trentenni a scuola per riappropriarsi del loro futuro
Numerosi i trentenni che si iscrivono all’università. La cultura non ha età. Anzi, significa voglia di mettersi ancora in gioco. Credo che il lato negativo stia nel fatto che questo accada perché non si riesce a trovare lavoro. Mietta, ilgiorno.it
Secondo me è positivo vedere adulti o giovani trentenni all’università. È il motivo per cui altrove puoi reinventarti ad ogni età. PaoloT, ilgiorno.it
PER UNA VOLTA i riflettori si sono accesi su una generazione, quella dei trentenni, che sembra non esista. Una generazione precaria, disillusa e anche trascurata. Giovani donne e giovani uomini che dovrebbero essere già abbondantemente avviati nella loro attività professionale o nel lavoro in genere, che dovrebbero prendere parte in modo attivo alla vita istituzionale come alla vita aziendale, per prepararsi ad essere la classe dirigente. E invece sono, nella nostra società, le persone nella maggior parte dei casi più penalizzate. Sono coloro che non riescono a pensare al futuro perché non hanno gli strumenti per farlo: le certezze economiche. Da qui la decisione di ritornare a studiare, per riappropriarsi di quello che ai trentenni dovrebbe spettare di diritto: far parte di questo periodo storico ed esserne il motore.
laura.fasano@ilgiorno.net